il linguaggio dei fiori

i segni della primavera rinforzano

e le foglioline cominciano timide a dispiegarsi

seguo con lo sguardo un gregge

che si muove lentamente e compatto

e penso che anche i lupi, fra di loro, sono pecore

e a nostra volta anche noi, fra di noi, siamo come pecore e come lupi …..

ma perché suona così imperdonabile accorgersene, riconoscersi gregge,

se tutte le alternative si sono rilevate sempre ben peggiori?

 

il mio prato è già pieno di fiorellini colorati

e là vicino all’albero, tra le margherite, c’è anche un giallo narciso

Fiocco azzurro

Meraviglia, stupore, è nato un fantolino!

Forse non proprio lui , che tra noi è sempre stato, ma il suo nome.

La sua presenza del resto sempre tutti han trascurato

ma solo fino ad oggi chè la levatrice l’ha transumanato.

 

Non arriva dal nulla per l’appunto

e il fratello maggiore da tempo l’aspettava

avendo egli nei secoli ricevuto sacre lodi e magnanime espressioni,

ma anche illazioni, sospetti e sonori pernacchioni

 

il fantolino è tutt’altro che simpatico,

ma anche la notte ha solo pochi sostenitori,

e chissà quale dispettosa dea ha voluto far di me l’oracolo

per tenere a battesimo quest’infido esserino: l’antimiracolo.

 

Però da ora le grandi folle da pie tensioni assunte ed assorbite,

che rivolgono lassù canti e struggenti devozioni

avendo constatato che l’unghietta incarnita di zia Pina

s’è risolta con un pediluvio nel sacro fonte dalla sera alla mattina,

 

hanno l’obbligo moral di far memoria anche della quercia

che di botto s’è schiantata sul serpentone della processione

facendo tosto salire di devoti una decina ad ascoltar angeliche armonie

o del torpedon di sacre mete che volando giù dal ponte non è salito al cielo

Giornata storta

la buona stagione che sta finendo, presto ritornerà

i giorni freddi sono in arrivo, ma poi se ne andranno

… senza farsi aspettare molto, le foglie cadute qualche istante fa

si ripresenteranno e ricompariranno sui rami

com’è soprendente la vita ….

 

lucrando sui miei fallimenti

riesco a sentirmi a posto la coscienza,

intimidito dai successi altrui

rabbrividisco, contemplando le mie potenzialità

 

…. e mi metto in cerca di un ragno

nei più trascurati angoli di casa

per ucciderlo

Gergotrofico

La prima volta nella metro di New York

ci si sente come ospiti nella sala di un monarca mediorientale

impreparati, galvanizzati, storditi, squagliati

e se capita di sederti di fianco ad una nera monumentale

scollatissima, scosciatissima, e la tua mano la sfiora senza volontà ….

 

e lei sussurra: touch more

e tu, guardando sempre davanti a te, accarezzi

e lei bisbiglia: touch more

e tu rischi molto di più, come in trance …

e poi ti arriva uno sberlone

….. mor tacc ……….

Protovlasco

mi sforzo di raggiungere uno stile sospeso,

rapito, stupito, volgarotto e proteso …

ma anche per noi che della parola finiam per essere falegnami

e tanto fatichiamo a combinare trucioli, traccole e legnami

dopo ore di sega, raspa, martello e chiodo

brilla più prezioso dell’oro un uovo sodo