Quotidianità

Notti a caso interrotte

per annotar parole scritte

pensieri figli del sonno

seduzioni senza danno

 

gli sguardi di ieri sera

cicatrici di una muta bufera

oggi con quel po’ d’ipocrisia

scompariranno e così sia

 

la torta marcia del sapere

nutre l’arte vitale del fare

ma il capitano che sceglie la rotta

è sempre scontento e borbotta

 

si vive da falchi impagliati

decidendo mai, a lungo ragionati

impavidamente decisi all’impresa

ma in fondo disposti alla resa

Summum ius

Ancor giovane sull’Adamello

aveva scaraventato suo fratello

sul Grappa da adolescente

aveva eliminato la supplente

spingendo Adelmo dal Monviso

c’avea di gusto pure riso

dalla cima del monte Amiata

la madre aveva precipitata

e pur sulla vetta del Cervino

s’era comportato da assassino

 

finché un suo oscuro confidente

lo denunciò vigliaccamente

il suo genial patrocinatore

sostenne una tesi di gran valore:

quando sali molto in alto

la legge morale perde risalto

e ricordò di re e di presidenti

giudici e vescovi, illustri precedenti

 

ma la pena che subì fu assai dura

perché il suo giudizio ebbe in pianura

De aeternitate (?)

sono digital aforismatico

dono a’ disperati un pio viatico

che porta diritti a calmi lidi

e pace a chiunque se ne fidi

 

risparmia di taggar codesto sito

nel signor della rete cosmica confida

lui ti guiderà nel complicato dedalo

conoscerai te stesso e vincerai la sfida

 

mai fu per disappetenti il mondo

vige dura lex che chi non cresce

destinato è a perir nel breve torno

niente prova d’appello se non riesce

 

dunque mordi, scardina e offendi

insinua, introbida e puranco inganna

che i traguardi di civiltà cui tu protendi

restano le punte di selce e la capanna

Amore eterno

per distrarmi invento giocattoli

pianto alberi nel mio noioso deserto

sperando in un periodo di pioggia

già pronto a lamentarmi dell’umidità

 

godo per pochi istanti di essere

la circonvallazione della profondità

sono spedito e deciso, sempre di passaggio

temo la sazietà, mi è già molto un solo assaggio

 

e quando capita di passar davanti al tuo portone

sussurro una bestemmia, mi stropiccio un occhio,

penso a quante stelle abbiamo intorno a noi

e procedo a passi lenti, sfiorandomi il batacchio

Pausa

Tutto s’impasta, tutto s’impesta

che della vita è la gran festa

 

il rintocco mistico della campana

annuncia la fine di settimana

 

e l’orwelliano orribil rischio

or solo suscita applauso e fischio

 

la gonna lunga o la gonna corta

basta che la gamba non sia storta

 

cristo è risorto ma s’è allontanato

sarà andato al pub o al supermercato

 

l’anima guarda miope il futuro

non c’è più voglia e nemmen mi viene duro