Il verso è solo suono
possente e prepotente come il tuono
a volte esile ammicco eliso
timido ma contagioso come un sorriso
anche un’allusione perplimente
nuda e sfuggente, sinuosa di serpente
verso, versetto
qui per stupir tosto ti metto
a far da frangia a una tovaglia
una rosa rossa fra la sterpaglia
una melodia senza pentagramma
che litiga e amoreggia con ode, farsa, inno e melodramma
mi ricordo un canto che mio nonno aveva nella stalla
c’era di tutto, martello, cacciaviti, chiodi, sega e pialla
ma a lui piaceva di lavorar il legno col coltello al buio
e a sera sedeva a tavola con un nuovo cucchiaio
*dedicata a un mio paio di jeans strappati – armadio zona notte
