Addentrandoci nella foresta dell’origine, ecologia delicatissima e sensibilissima, fatta del nostro presente e contenente anche passato e futuro, troviamo un misterioso albero chiamato paradosso dell’aldiquà Niente sintetizza con più chiarezza la natura di qualunque dio della sua onnimpotenza: ogni aldiquà di credente ha un senso che proviene direttamente dal suo aldilà ma se ogni aldilà all’evidenza è inventato l’aldiquà di qualsiasi credente è insensato nascondiamo per un pochino, non per molto, la prepotente necessità di spiegar noi stessi, e osserviamo che il gregge innumere dei credenti sta insieme solo attraverso l’uso di scritture le quali però, storicamente, furono scritte dai pastori solo successivamente al formarsi delle greggi il bastone che l’(im)pastore usa inflessibilmente col gregge è sempre stata la scrittura, bastone feroce, senza pietà. La religione laica che lentamente assorbirà le attuali stabilisce che il nostro aldiquà trovi il senso nel dilàdavenire dei molti del prossimo futuro, limitando la nostra felicità al fatto di saperglielo garantire
