oggi mi son nominato Gran Cavalier Cazzaro rassegnato ma fiero, senza spocchia e senz’abiura e contro una scolpita “verità” vorrei sparare a zero ricordo che tempo fa s’era mosso un certo allarme e tutti noi s’era obbligati a passar le sante giornate a rifar la tinta ed aggiustar la nostra torre di babele l’urgenza, era evidente, stava nel rimettere in marcia il proletariato sul divano adagiato a guardar la tele ormai rassegnata preda del vampiro del consumismo s’annunciò come “campagna della partecipazione” ed era una direttiva del partito: “compagni, la priorità di classe è rompere i coglioni”, altro che scienze della comunicazione! ora però anche Walter fa il vampiro, a fin di ben s’intende, ma io denuncerei che allora quello fu il dogma dell’esserci antitetico al nostro dell’essere, appena un po’ deviazionista il nostro lessico variopinto definivan quasi di Predappio e quand’erano spiritosi ci chiamavan “fumatori d’oppio”: intimisti, dubitosi e di finir kolkoziani mai smaniosi non c’era dubbio che la nostra vita astratta corrompesse: allontanava dalle masse e si perdeva l’odor del gregge …. adesso son ridotti a organizzar gare di rutti e di scorregge
