Essere o esserci, questo è il problema (anni ’70?)

oggi mi son nominato Gran Cavalier Cazzaro
rassegnato ma fiero, senza spocchia e senz’abiura
e contro una scolpita “verità” vorrei sparare a zero

ricordo che tempo fa s’era mosso un certo allarme
e tutti noi s’era obbligati a passar le sante giornate
a rifar la tinta ed aggiustar la nostra torre di babele

l’urgenza, era evidente, stava nel rimettere in marcia
il proletariato sul divano adagiato a guardar la tele
ormai rassegnata preda del vampiro del consumismo

s’annunciò come “campagna della partecipazione” ed era
una direttiva del partito: “compagni, la priorità di classe è 
rompere i coglioni”, altro che scienze della comunicazione!

ora però anche Walter fa il vampiro, a fin di ben s’intende,
ma io denuncerei che allora quello fu il dogma dell’esserci
antitetico al nostro dell’essere, appena un po’ deviazionista

il nostro lessico variopinto definivan quasi di Predappio
e quand’erano spiritosi ci chiamavan “fumatori d’oppio”:
intimisti,  dubitosi e di finir kolkoziani mai smaniosi

non c’era dubbio che la nostra vita astratta corrompesse:
allontanava dalle masse e si perdeva l’odor del gregge ….
adesso son ridotti a organizzar gare di rutti e di scorregge

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