l'allusione è una lingua ostica che parla chi sa troppo oppur proprio non sa, costretti a fare i cavalli veloci obbligati a rischiare nel galoppo pingue lui e non grasso, guizzante faina e non traballante come il tasso, liquido ambrato aperitivo, che spinge leggeri noi a parlar intorno alla morte senza motivo spesso ripiegato ma quasi sempre in ordine, proprio un tavolino da picnic, di balbuzie qualche rara incertezza mi tradisce e all'angolo della bocca il pervicace lampo di un tic deprimere, comprimere, a stento respirare, se la vita non fosse così dura, di che altro potremmo mai parlare?!
