Del perenne scorrere
è il fiume di cui non mi va
mai di parlare, che guardo di
lontano ma a volte coraggioso
nuoto, di norma senz'oppormi
all'univoco senso del suo corso
vorticoso per lunghi tratti
poi s'alternano parentesi di
bonaccia ed in superficie
guizzano pesciolini risalenti
dalle profonde trasparenze
ore seduto e con altre ore sulle
sue rive pensando al mare dove
prima o dopo sfocerà, oppure
andrà a infilarsi in un quieto lago
e confuso lo perderò di vista
mai sono comparse sirene
che reso mito l'avrebbero,
affettuosi alberi alti però
si chinano verso la corrente
ombra maestosi regalando
Noto un tono differente in questa composizione: sarà l’effetto del moto della natura 😉
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credo si tratti delle tracce del sudore dovuto alla fatica di tenere in vita una metafora dalla salute molto malferma 😀 😀 😀 😀
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