Domina

Fra i tuoi rossi boccoli
avevi infilato un’orchidea a grappoli
giravi lo sguardo curiosa
dell’andirivieni di quella festina confusa

sottolineavi d’esser invisibile
come nella notte un faro inesorabile
desiderosa di far demoniaci danni
se solo avessi trovato il tuo Don Giovanni:

“vuoi assaggiare il paradigma fraterno
di un week end passato all’inferno?”
… eri una caffettiera bollente
senza il manico e fumante

offrendoti la mano
s’è presentata la padrona di casa
il tuo sguardo è diventato un ricamo
la tua schiena una ripida discesa …

passato qualche giorno
si parlava di te a un tavolino d’aperitivo
le frasi giravano attorno
e dare un senso parea facoltativo


*dedicata a Sigismondo Cazzitorti, assistente di camera del Conte Bucaioli - Pisa

3 pensieri riguardo “Domina

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