Volgare anche e scurrile
ma nato ad aprile
il tempo delle rose precoci,
come gl’altri undici
mese di pensieri frolli e feroci
ilare fino al convulso
son attratto dall’incognito insulso
mi piace di lasciar qualche rima anche qui
come un cagnolo
che sui muri fa pipì
ho mangiato narcisi e sberleffi
secondo una dieta macro bilanciata
mi perdo a guardar angioletti e brutti ceffi
meravigliato li penso
nella mia lunga nottata
la solitudine è una discesa a perdifiato
le vite degli altri son come alberi
che vediamo sol per attimi sfilare di lato
e ci fermiamo solo alla fine
ma troppo stanchi per ricordar di ieri
