Qualora e Quandanche s’eran piaciuti fin da piccini e al tempo passavano ore a giocare senza mai litigare poi a scuola insieme: stesso banco in silenzio ad ascoltare e a casa or dell’uno or dell’altra a far merenda e studiare Qualora era già femminuccia fatta al tempo in cui Quandanche cominciò a cambiar la voce ma continuavano a frequentarsi assidui, senza scossoni ed arrivò il tempo dei primi amori, che però i due colombi non parve sfiorarare …. di colpo Quandanche si trovò un giorno orfano per un brutto incidente al calar della sera Qualora insistette coi suoi ed arrivò anche a minacce pur di accoglierlo in casa, così Quandanche divenne suo fratello dopo qualche anno decisero insieme di trasferirsi in città dove trovarono lavoro e un po’ di felicità Qualora una sera chiese seria “vuoi che ci sposiamo?” Quandanche si fece pensoso e rispose “vedremo ….”

foss/anche.
Quando nella fossa nella quale giacevano i felici resti dei nostri santi patroni (Faustino e Giovita) fu evidente l’anomalia, ci fu un gran guazzabuglio. A un primo occhio esperto l’anomalia si presentò come evidenza, ma ci vollero altri occhi esperti e del tempo, qualche esame e, soprattutto, un tono basso della voce. Poi la notizia iniziò a scodinzolare nei pressi di qualche uditore attento e, quatta quatta, arrivò dove di dovere. Giovita era donna, a prova di anche.
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