Inno alla vita

degli altri non so o forse meglio non sapere,
anche perché il sospetto c’è che sian le sorprese
a rallegrar la complicata accidentaglia quotidiana,
per quanto al mio meccanismo fondamentale
posso assicurare che la cura e l’attenzione
che metto nel far nascere aspettative 
hanno l’unico fine di massimizzare l’altrui irritazione 
e stizza quando arriva il magico istante in cui, 
nascondendo il gusto perfido, deluderle 

son dispettoso, almeno così ancor mi sembra,
ma mi consolo riconoscendo la somiglianza
di questo psicotico funzionar coi magnifici piatti in tavola
e quanto succede poi nello stretto privato del cesso,
se non, a dismisura, nel nocciuol dell’esistere
ovvero di come evaporano tutte le nostre emozioni
e i sussultanti sforzi, bolliti dall’ultima ferale delusione

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