Katacomb (aria di primavera)

“tanto belle, caro Adamo, ma senza sapore ” 
“e quindi?” “quindi golosamente anche oggi
salirai sul banano o sul pesco-mimosa 
e le mele proibite possono restar sull’albero”

“dai papà che siamo già in grande ritardo, 
la montagna è distante e il tuo passo lento”
“ehi, Isacco … ma tutti quei nuvoloni neri?!
mmh meglio lasciar perdere, se mai si va domani”

proprio nel breve tragitto necessario a guidare
i miliziani ebrei fino al Getsemani, Satana entra 
in lui e lo convince che ‘l tradimento più empio,
quello irreparabile, è senz’altro baciare Pietro

Giulio rimase assorto a guardar la scarsa acqua
del fiumiciattolo scorrere fra i sassi poi si voltò
e incrociando gl’interrogativi sguardi dei suoi
circa l’attraversamento problematico, disse: 
“deviamo, a dadi si va a giocar a Cesenatico”

è il nostro un libero arbitrio a sovranità limitata
sceglie il gregge quali sian le uova per la frittata
rassicurante è la rimozione, lieve velo di piombo
senz’essa impossibile ridere e ballare il mambo

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