di dimenticar la suola non si perdonerebbe il coscienzioso calzolaio ma anche di non aver pensato alla forma più elegante parimenti per le rime di quegli stupidotti che perdono le ore con argomenti e parole assumendo di condur volonterosi in luoghi del pensiero e dimensioni emozionali, tenendo oltremodo care grazia e protezione riguardo a quel muoversi senza direzioni utili che i più chiamano passeggio, attività sconosciuta nell’epoca scarsa dell’orda primitiva, forse che non somiglia al ripassar del nostro riflettere per noti crocicchi e viali evocando l’emozion della foresta, del ghiacciaio il gelo e l’insostenibile calore del vulcano?
