La poetica suola

di dimenticar la suola
non si perdonerebbe
il coscienzioso calzolaio 
ma anche di non aver pensato
alla forma più elegante

parimenti per le rime 
di quegli stupidotti
che perdono le ore
con argomenti e parole
assumendo di condur volonterosi
in luoghi del pensiero 
e dimensioni emozionali,
tenendo oltremodo care 
grazia e protezione

riguardo a quel muoversi
senza direzioni utili
che i più chiamano passeggio,
attività sconosciuta nell’epoca
scarsa dell’orda primitiva,
forse che non somiglia
al ripassar del nostro riflettere
per noti crocicchi e viali
evocando l’emozion della foresta,
del ghiacciaio il gelo e l’insostenibile
calore del vulcano?

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