Magia dell’amore ormai per me sei l’aria che respiro, con qual dolcezza sai imporre il cimitero del verosimile e del vero e dubbio non ammetti o titubanza quando tieni le tue lezioni d’ignoranza la tua mitraglia spara raffiche di banalità e mai non sbaglia: il bello è ridotto a pallido ricordo la grazia s’è smarrita in lontananza e t’accigli se si parla d’eleganza: ma chi me lo farebbe fare di tornar triste e problematico a soffrire? a te il mastodontico merito d’aver sgombrato il campo dalle querelle di priorità euristica tra un sillogismo dell’Aquinate ed uno shampoo un pesce cristologico in mosaico e l’ippocampo tutto il mio impegno ora è l’attenta lettura di fumetti per allentare l’emozione dell’attesa di veder comparire in tavola i tuoi manicaretti …. se ha vinto il bene non saprei dire ma impazzirei, angelo mio, se tu dovessi sparire
