sei un sol che non perdona un diluvio che mai s’arrende di carezze un soffice delirio che ad una baia assolata porta il pensier e alle sue brezze sei la donna che nei quadri appare sempre sullo sfondo, presenza muta e attenta che non governa mai il ricordo ma spadroneggia nel profondo non è ancor nato il ragioniere che i conti possa fare dell’amore di te resta a lungo il sapore d’essenza di foglia, misterioso organo di terra che vìola la caducità e l’azzurro confine
