Senza trono, ma regina

sei un sol che non perdona
un diluvio che mai s’arrende
di carezze 
un soffice delirio 
che ad una baia assolata porta il pensier 
e alle sue brezze

sei la donna che nei quadri
appare sempre 
sullo sfondo,
presenza muta e attenta
che non governa mai il ricordo
ma spadroneggia 
nel profondo

non è ancor nato il ragioniere
che i conti possa fare dell’amore
di te resta a lungo il sapore 
d’essenza di foglia, 
misterioso organo di terra
che vìola la caducità 
e l’azzurro confine

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