nella società degl’ampi diritti tempo fa m’incuriosì parecchio una tribù sincretica che innesta doveri e ubbidienze sulla pianta del piacere di coloro parlo perché le apparenze nonostante rifulgono di trasparenze o molto più comunque delle altre tribù in cui ci dividiamo: il solo nome di questi incute tremore …. i sadomasochisti, per tagliar alla grossa, mi si son presentati senza sfumature divisi in due categorie ben distinte ma anche uniti da una diffusa ambiguità che lenisce e compensa privatissime attitudini i padroni esibiscono vistosi profili di cuoio e metallo, toni e parole risoluti gli schiavi decidono di loro sottilmente dirigendoli, quindi sono tenuti insieme da un’elaborata miscela d’inversioni di segno che compensano e consolano: celebrano insieme il balsamico rito della compassione risplendono d’ombre, mentono perché son sinceri alla lenta e cornuta invece io appartengo tribù delle vacche riflessive, molto lucide circa la predestinata verità sulle loro carni e attente alla produzione quotidiana del bianco nutriente latte a compensazione pascoliamo nelle verdi praterie della stupidità, sconfinate vaste umane praterie …. ciascuna seguendo le proprie preferenze e inclinazioni ad esempio io preferisco l’erba ben essiccata ed aromatica di cui s’aspira il fumo, l’ossigeno togliendosi poco a poco ….
