nella società degl’ampi diritti
tempo fa m’incuriosì parecchio
una tribù sincretica che innesta
doveri e ubbidienze sulla pianta del piacere
di coloro parlo perché le apparenze nonostante
rifulgono di trasparenze o molto più comunque
delle altre tribù in cui ci dividiamo:
il solo nome di questi incute tremore ….
i sadomasochisti, per tagliar alla grossa,
mi si son presentati senza sfumature
divisi in due categorie ben distinte
ma anche uniti da una diffusa ambiguità
che lenisce e compensa privatissime attitudini
i padroni esibiscono vistosi profili
di cuoio e metallo, toni e parole risoluti
gli schiavi decidono di loro sottilmente dirigendoli,
quindi sono tenuti insieme da un’elaborata miscela
d’inversioni di segno che compensano e consolano:
celebrano insieme il balsamico rito della compassione
risplendono d’ombre, mentono perché son sinceri
alla lenta e cornuta invece io appartengo
tribù delle vacche riflessive, molto lucide
circa la predestinata verità sulle loro carni e attente
alla produzione quotidiana del bianco nutriente latte
a compensazione pascoliamo nelle verdi praterie
della stupidità, sconfinate vaste umane praterie ….
ciascuna seguendo le proprie preferenze e inclinazioni
ad esempio io preferisco l’erba ben essiccata ed aromatica
di cui s’aspira il fumo, l’ossigeno togliendosi poco a poco ….
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