mi premeva di saper, dottore, quanto il mio sia un caso disperato oh, disperato proprio non direi anche se si tratta d'un quadro patologico particolarmente complesso anzi direi soprattutto disarticolato sicuramente orientato verso lo schizofobico e forse descritto da una semplice inversione: lei, tanto per capirci, non dice "esco di casa" e usa invece un sofferto "entro nel mondo", riesco a spiegarmi, è comprensibile? forse sì, credo di sì, ma è grave? no, non certo più della sindrome che affligge quelli che usano la prima formula tempo fa, dottore, riflettendo a tempo perso m'aveva colpito un dettaglio comportamentale che in qualche modo ricorda quanto lei ora mi va spiegando ovvero quando nell'opera, ad esempio tutta l'azione converge verso l'identità di popolo l'orgoglio patriottardo, il valore di nazione l'indipendenza, la libertà, il sacrosanto diritto allora squillano assordanti le trombe della retorica e trionfa il tenore esplodendo in un do di petto, nemmeno a farlo apposta io do di stomaco .... forse il problema sta tutto lì, le sembra corretto? be' detto certo con parole sue, ma credo sia così e di sicuro non le sfuggirà ch'è piuttosto grave sì, non mi sfugge, dottore, molto, molto grave ....
