Sen(sib)ilità sui banchi della scuola con grembiule e fiocco blù c’edificavamo leggendo il “Cuore” patrio: eroismi acerbi, cittadinanza ed anche più ogni fruscio di pagina stomacava ma da buon italico optavo per la speranza che crescendo tutto si sarebbe risolto e rettificato giunto che fui della vita circa a metà pensai che un buon disintossicante sarebbe stato scrivere un volumetto, “Fegato” intitolato, maliardo, falso, bugiardo e anche illustrato ma poi soprassedetti pigro fidando nel tempo galantuomo che passava: onusto d’esperienze e di saggezza intriso avrei capito, accettato e condiviso …. s’oggi, maturo mi si chiedesse e incanutito, d’esser sincero e dimostrar sentimento confermerei succinto il mio pregresso parere sol modificando il titolo in “Sfintere”
