Il denso di novembre ti chiedo, oh amico cittadino, scusa in anticipo per questo mio insinuarmi e insidiare il cumulo dei tuoi urbani privilegi i negozi e le botteghe, i marciapiedi del corso le luci, le siepi, gl’ordinati cordoli in trachite gli ottoni lucidi dei portoni e le spensierate relazionali espressioni dei tuoi concittadini ma qui in collina, intorno alle feste dei Santi e dei Morti, si raccolgono quelle preziose pomelle che pendono ricche di sugo dai rametti di foglie verdi argentate al pallido sole, diluito ricordo d’estate, alcuna ancor verde, altra ambrata varie fosche scuroviolacee e vaie, che strappate saltellan nella rete rotolando allegre fino alla pancia del sacco …. quali daranno più olio, qual’altre saran più fruttate e quell’essenza sarà più dorata o intensa? inopportune curiosità intellettual salottiere, estranee a papille e palato ch’aspettan bramose di gustare lo spremuto mischiato, quel nuovo di quest’anno, pur dall’antico sapore
