(Ex)cursum
nel tempo che corre
par d'intravedere qualcosa
che non passa, una certa
sfumatura in grado
d'imbrogliare la matassa,
che potrebbe anche
spiegare quanto l'apparenza
possa obbligare a dosi
sempre maggiori di pazienza
accompagna l'evolvere
delle individuali stagioni,
anche mentali, un susseguirsi
d'icone araldiche animali,
temporanee appartenenze
evolutive specificanti: giocosi
cucciolotti, anatrelle vagolanti,
felini esploratori, elastici caprioli,
astute volpi e scimmie dispettose
sogliole silenziose e gatti in amore
ma le icone mie particolari
risultavano integrate dalla presenza
fastidiosa dei custodi, per nulla
angeli, sempre sindacali, nunzi
d'un grigiore cupo e disperato
che m'attendeva alla fine del
bel gioco: la seppellitrice
araldica dei mestieri