perennemente infantil
io sono e sarò di fronte
a questo mio estraneo
mondo, recriminando
sì e immaginando altro
ma remissivo in fondo,
collaborante e ingenuo
ma pur sempre diffidente,
come marmotta che
fischia dando l'allarme,
a morder pronto più
velenoso d'un serpente
le pasque vostre e gli
archetipici natali ho
tiepidamente festeggiato
sentendomi uno schiavo
al vostro carro legato,
il più caldo sentimento
sacrificando vivo per le
poverette bestie affaticate
a tirarlo costrette
e dunque provo gran
pena circa la destinazion
solo per loro e non per
voi che quasi m'amaste,
son figlio io del carro
e non di chi lo guida,
son fratello di chi lo
tira e non di chi doman
si siederà a cassetta e
per primo verrà colpito
dalla mortale freccia ....
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