perennemente infantil io sono e sarò di fronte a questo mio estraneo mondo, recriminando sì e immaginando altro ma remissivo in fondo, collaborante e ingenuo ma pur sempre diffidente, come marmotta che fischia dando l'allarme, a morder pronto più velenoso d'un serpente le pasque vostre e gli archetipici natali ho tiepidamente festeggiato sentendomi uno schiavo al vostro carro legato, il più caldo sentimento sacrificando vivo per le poverette bestie affaticate a tirarlo costrette e dunque provo gran pena circa la destinazion solo per loro e non per voi che quasi m'amaste, son figlio io del carro e non di chi lo guida, son fratello di chi lo tira e non di chi doman si siederà a cassetta e per primo verrà colpito dalla mortale freccia ....
