mi vergogno, e a dirlo non mi vergogno, d'essere come certi umani ma allo stesso tempo non posso essere di più nè di meno molto più del ragionevole potraggo uno sfumato rimpianto nell'incavo più profondo, all'epico finale rinunciando, indifferente alla nostra grecolatina grammatica allorquando la nostra tragedia è forse che non una sola teoria v'è, per quanto eccelsa, che possa diventare prassi senza che se ne incarichi qualche umano (anche benintenzionato e pure disinteressato) di modo che quella si contamini con piani individuali, parentadi, formativi studi, chiavate mal riuscite e tristi sbornie ....
