mi vergogno, e a dirlo
non mi vergogno, d'essere
come certi umani ma allo
stesso tempo non posso
essere di più nè di meno
molto più del ragionevole
potraggo uno sfumato
rimpianto nell'incavo più
profondo, all'epico finale
rinunciando, indifferente
alla nostra grecolatina
grammatica allorquando
la nostra tragedia è forse
che non una sola teoria
v'è, per quanto eccelsa,
che possa diventare prassi
senza che se ne incarichi
qualche umano (anche
benintenzionato e pure
disinteressato) di modo
che quella si contamini
con piani individuali,
parentadi, formativi studi,
chiavate mal riuscite e
tristissime sbornie ....