il noto studioso propone, scusandosi anticipato e premuroso di non parer offensivo, una riflessione: dio, sconfitto nei termini d'una qualsiasi delle sue rivelazioni dalla scienza, somiglia davvero alla lampadina fulminata: ha smesso d'illuminare il cammino e rassicurare la lampadina, che si trova ora nella discarica, è infatti bene caduco quindi potrò utilizzare un suo sostituto, dio, necessità dell'anima, è però eterno, tranne che la sua usufruizione appare, diremo, dubbia tant'è che vengono in continuazione segnalati miracoli e prodigi, tutti rigorosamente falsi la nuova lampadina illumina anche i miei limiti e i vari difetti certificando qual sono, apparire come vorrei mi fa invece il dio eterno: santo e beato, contemplante giù in basso le fiamme dell'inferno
