nulla risulta più interessante per i normali della vita anormale, covando l'inconfessabile desiderio di trovar palese conferma che la propria assurdità, corroborata dal numero degli affiliati, abbia molto più significato di quella altrui chi la vita normale decida di abbandonare, percepisce da subito l'urgenza di riempire con nuove congrue caratteristiche questa sua dimensione correndo l'ovvio rischio di scivolare verso un'ennesima, zoppa versione di normalità .... e dei transfughi la più gran parte infatti attraverso quella finestra rientrano nella casa che avevano abbandonato o sei transfugo o sei profugo, e non c'è verso che inutilità faccia rima con socialità (pur se nemica l'una non sia dell'altra) ma l'amico del cuore se la dovrebbe vedere con quello del fegato o della milza, come minimo. l'anormalità è solo il visibile all'esterno effetto della profonda accettazione di trovarsi fuori posto: quant'è difficile però il passo successivo e introdursi quieti nell'irragionevole ragione che miglior posto non vi sia, che l'interior spasmo d'estraneità riassuma della vita il significato

Sì, non c’è posto migliore perché affrontiamo sempre problemi, perlopiù gli stessi, non importa dove ci troviamo. Meraviglioso, Torfreno!
"Mi piace""Mi piace"