nel pratico conoscer diffuso
del poeta s'intravede il dato
certo che il terreno squisitamente
politico non gl'appartenga, alla
sua penna sono riservati i sospiri
d'amor, le profonde tristezze, gli
struggimenti dei tramonti e poco
altro, proprio a volerla tirare anche
molto più del dovuto comprendendo
le gocce di rugiada e gli sputacchi
dei vecchi tabacconi .... eppure io,
poeta, teorizzar vorrei d'un politico
partito di riforme e nuovi orizzonti
chiamandolo magari Partito dell'Oca,
con dedica quindi a un animale
resiliente e orgoglioso, anche se
storicamente vessato e torturato
(probabilmente come ciascun di noi)
il nucleo centrale del mio politico
pensiero sta nell'inoppugnabile
dato osservativo che homo sapiens,
almen spesso quando non volentieri,
provi un gusto straordinario a
sfiorare l'eternità ma poi, poco per
sfiga e più che altro intervenendo
la di lui morte, tutto se ne va come
suol dirsi a puttane e si riparta poi
dall'inizio nuovamente ....
ebbene l'oca a casa si sente sia nel
campo largo che in quello stretto e,
per quanto c'è dato di sapere, anche
nel camposanto: iscrivetevi dunque
e facciamo questo bel nuovo partito
del cazzo, se non di massa, risorse
destinando sconfinate a quegli sfaticati
dei poeti, specializzati in filastrocche
ed emissari di velenosi peti!!
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