dopo lunghi anni del mio
non disperatissimo bricolage
spirituale, nelle more della
prossima trionfale entrata nel
produttivo mondo poetico dell'
intelligenza artificiale, dovendo
conclusioni tirar plausibili, d'
affermar mi sento che per nulla
nuoce al basico singolo
strutturalmente non cretino
concedersi una significativa,
intensa esperienza cretina a
cadenza settimanale
com'è ben noto, per quanto un
poeta si dichiari cartesiano, mai fa
di conto e men che mai matematizza,
più per un deontologico dispetto
che non per carenze curricolari,
sia come sia, non posso dimostrare
nulla alla lavagna, credetemi dunque
sulla parola, come si fa coi tagliagole
e i malviventi d'angiporto: quell'intenso
momento catartico settimanale
decontrae e purifica, catalizza le
tossine, reidrata, energizza e le sinapsi
predispone a vantaggio d'altre perverse
connessioni, cancellando le nubi all'
orizzonte, rendendo quasi raggiungibile
l'astratta linea sottil dell'infinito
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