Araldica psicosomatica (quartine d’inchiostro blu)

Nel mio stemma araldico solo una cesta per la legna e due pantofole,

conte della vigilante assenza ma umile vassallo di sua maestà re Paradosso.

Di dinastia brevissima, senza successori ed eredi, essendo il titolar

aristocraticamente votato non tanto alla rigenerazione del corpo sociale

quanto piuttosto a capirne il perchè dell’esistenza e la funzione,

chè del resto il sangue è sangue e l’eventuale erede, a natale,

scommetto che sotto il piatto m’avrebbe fatto trovare una cambiale.

 

Se mi definisci poeta maledetto, ti assicuro che è ancor pochetto

sono un revisionista dannunziano, beffardo e già postdigitale,

stregato dal pelo e un po’ maiale

il verso bugiardo coltivo, con zelo il falso proclamo

e nemmeno mi va male

 

Le rare volta che vado in città, se mi capita a tiro l’indifesa vecchina

la spingo e la strattono di forza per farle la strada attraversare

e giunto a metà la mollo di botto e senza pensarci con tre salti mi dileguo.

 

… ma se mi capita un giornale fra le mani capisco ch’è ancora lunga la via:

son come il piccino alle elementari ed è lontana lontana la laurea mia

Autore: dario lapi

tra i verdi colli berici - rifuggendo degli isterici - i motti assai generici

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