Cave vitam

Da giovani si lascia la compagnia per punire se stessi

oppure qualcuno in particolare, oppure tutti,

ma si tratta sempre e comunque di tragica vanità

 

e chi non riesce nel disegno è pur sempre sgusciato da se stesso,

quando va bene inizia d’allora un’interiore vita di coppia

tra il vanitoso defunto ed il disorientato sopravvissuto,

una scomoda unione di fatto, ricca e compiuta,

ma non riconosciuta da codici

senza diritto ad assegno familiare né pensione di reversibilità …

 

c’è ancora qualche pseudopavloviano che parla d’istinto suicida

e nutrite schiere di seguaci, ingenerosi, sterili, ciechi, aridi

…. indegni di rimanere in vita!

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