Qui da noi, in ogni paese
c’è una casa assoluta e
singolare, abitata da tutti,
inesorabilmente rispettata
se tutti i viventi iniziano
col primo lor respiro
e finiscono con l’ultimo,
per entrar nel gregge
e per uscirne di la si passa,
porta dell’appartenenza al mondo,
celebrando come si può
nel santo nome del buon dio
tra le volute dell’incenso
matureranno punte commuoventi
e guai erotici asimmetrici
confusi e veloci, come usa nella vita
ignorare vorrei tanto
e farmi spuntare ali da angioletto,
di più l’accetterei se fosse tragico,
invece è così, ridicolo e imperfetto
