Tentazioni

Quando le mie ganasce sono di morder stanche
e l’orecchie e gl’occhi rifiutano lor funzioni anche
intossicato del veleno e della stupidità catalogati
mi vien d’esser trasportato in mondi privilegiati
sedotto dall’incongruo poetar sotto mentite spoglie
come di marito che non ama più sua moglie

ed allinear struggenti rime su languidi tramonti
partecipati da amanti persi in esotici ellesponti,
edificar coscienze cogliendo illuminanti esempi
della bontà divina che ripaga la fede contra gli empi,
puranco esemplificar de’ patrioti l’alto sacrificio
difendendo il sacro suolo et lo comun beneficio

ma son vacanze brevi, durano un soffio di vento
ci son solide ringhiere a contener quel rapimento
come sul limitar dell’orrido il turista emozionato
si appoggia, freme un istante e si ritrae appagato:
nulla è più spaventoso dei percorsi certi e comuni
meglio il buio dei boschi, l’ombra e i foschi pleniluni


*dedicata ad Alfredo Scopalamonaca, responsabile della centrale termica di un grande istituto religioso

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