A marce forzate forse arriverò all’estate
arrancando cerco di parer più fiero
che posso, con le poche forze restate
almeno riuscirò a tener ritto il cimiero
le ingrate dune di questo deserto d’idee
enfatizzano i rilievi, agi della vita randagia
incesti solitari, fatiche con ingrate apnee
sete, tanta sete, che berrei anche acquaragia
eppur conservo quella mia tragica gioia
e lo sguardo angelico del bandito vergine
che di nascosto esprime il seme nella noia
e col sorriso, del rischio sconfitto il margine
*dedicata al Cav. Considerato Altobrusco, esperto
in Etica ed Etichetta - Nomadelfia
