Ehh Vitellio, Vitellio, nel tuo paese là sul Collio, adesso che di maggio i pampini rigogliosi rassicuran l’occhio e promettono ai palati, cominci a girovagar pedalando la tua fidanzata rossa, trillando il campanello a quelli che conosci per le strade di collina pari un latino dio silvano che ignorando recenti confini e divisioni ricama su quelle faticate terre vecchi ricordi di tempi lontani, protettore di quelle dolci verdi distese che daranno di qui a qualche mese del rosso e biondo profumato nettare lenitor dell’arsura di vivere
