le mie serate passo quasi sempre
nella sede del nostro circolo,
i soci son tutte persone di un certo livello:
due giardinieri, un agrimensore, un bidello
un tecnologo fumista (spazzacamino), un sarto
qualche ragioniere, tredici prof zitelle
quattro ripetenti e un capoclasse
ier sera s’è voluto trattare dei confini
o meglio dello sconfinato e dell’inconfinabile
insomma s’è capito, o almen così m’è parso,
che mentre di sconfinati ce ne sono a bizzeffe
di trovarne dei secondi non c’è proprio verso;
non solo,
lo sconfinato è colui che vien sopraffatto
dai suoi talenti, dall’estro, dalla sua libertà interiore
l’inconfinabile invece non riesce a vedere il confine,
non coglie le differenze, non nutre diffidenze
sproposita, imbarazza, equivoca e confonde;
questi sono i cretini, ho arguito tra me.
Poi s’è parlato di Toto Cutugno,
che piace tanto alle professoresse,
sconfinatamente.
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