Son ore volute

ombra che sembra
d’incanto tra l’erba
nascer acerba
dal sostrato di torba

d’angelo riccioli
burrosi boccoli
si susseguon coccoli
in fila d’anatroccoli

richiamo foriero
d’un segnal severo
rivolto al can levriero
che non mantiene il paro

ma con rapida occhiata
d’afflizion accorata
asseconda ispirata
il prosieguo un po’ idiota

trionfo alfin a gran volume
del tuo pube implume
ch’è d’espression reclamo
d’irriverente acume

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