ombra che sembra d’incanto tra l’erba nascer acerba dal sostrato di torba d’angelo riccioli burrosi boccoli si susseguon coccoli in fila d’anatroccoli richiamo foriero d’un segnal severo rivolto al can levriero che non mantiene il paro ma con rapida occhiata d’afflizion accorata asseconda ispirata il prosieguo un po’ idiota trionfo alfin a gran volume del tuo pube implume ch’è d’espression reclamo d’irriverente acume
