Dicotomici arpeggi

disperso confondendomi nelle stanze 
con gli specchi deformanti ragiono
d’incerti termini morali di profili e ruoli
paterni, parentali, tecnici e professionali

quei gioghi colorati a intarsio che fan 
dei buoi la dispotica guida ed avvertita
come nell’appaiarsi servo-padrone,
paradigma dell’algebra sentimentale

spianato il Golgota e abbacchiate suture
timidi baci e sussurrate umide fessure
unioni sperate in timide pallide allusioni:
quanta estraneità, che suoni lontani …. 

2 pensieri riguardo “Dicotomici arpeggi

  1. Sulla fiducia, sperando che voti no

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  2. il problema dell’estraneità non mi fa dormire la notte! Proverò con un sonnifero noto.

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