ho salito e sceso di corsa la montagna nuotato a lungo fra tormentate onde dedali di viottoli percorso in campagna ed esplorato scure grotte profonde, di giorno di notte all’alba o ‘l tramonto col caldo d’estate nel freddo d’inverno vagando negligente, annotando attento: avessi trovato mai una traccia d’eterno! pensavo di capire dove sono differente coronare un’ipotesi con chiara evidenza forse definire e stabilir eventualmente …. ma nella rete m’è rimasta solo la pazienza, sentimento bacarozzo che sa di spoglio eppur senza contrappeso nella bilancia carceriere compassionevol dell’orgoglio esiguo incasso, buffetto sulla guancia nel complicato arcipelago dell’illusione sapiente veleggio da esperto ipernavigato rappresento solo con la rappresentazione decadente decado nel peccato già espiato, anagrammato corifeo d’assenza di speranza ricamo inestricabile del tessuto quotidiano, addetto al controllo qualità dell’arroganza quasi di casa, pur puttanesco o amatriciano

Secondo me questa poesia è stata composta dopo una di quelle gare da Ironman, 😉l
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donna di grande acutezza!!!! 😀 😀
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Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh! Si è sentito l’acuto? 😁😁
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