Appunti sull’anticamera

ho salito e sceso di corsa la montagna
nuotato a lungo fra tormentate onde
dedali di viottoli percorso in campagna
ed esplorato scure grotte profonde,
di giorno di notte all’alba o ‘l tramonto
col caldo d’estate nel freddo d’inverno
vagando negligente, annotando attento:
avessi trovato mai una traccia d’eterno!

pensavo di capire dove sono differente
coronare un’ipotesi con chiara evidenza
forse definire e stabilir eventualmente ….
ma nella rete m’è rimasta solo la pazienza,
sentimento bacarozzo che sa di spoglio
eppur senza contrappeso nella bilancia
carceriere compassionevol dell’orgoglio
esiguo incasso, buffetto sulla guancia

nel complicato arcipelago dell’illusione
sapiente veleggio da esperto ipernavigato
rappresento solo con la rappresentazione 
decadente decado nel peccato già espiato,
anagrammato corifeo d’assenza di speranza
ricamo inestricabile del tessuto quotidiano,
addetto al controllo qualità dell’arroganza
quasi di casa, pur puttanesco o amatriciano

3 pensieri riguardo “Appunti sull’anticamera

  1. Secondo me questa poesia è stata composta dopo una di quelle gare da Ironman, 😉l

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      1. Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh! Si è sentito l’acuto? 😁😁

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Rispondi a Deboroh Sensitiveson, 🍃🍄🌵piazzista di suggestioni ad alta concentrazione poetica🌈🌊 online dal 14.07.1789 Cancella risposta

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