tu mi parli di quiete e sobrietà, d’anime belle, ma che ci posso far se son nato ribelle? delle questioni più serie vedo il lato ridicolo ch’è una componente esistenziale permanente: mi diverte rifare i tic del capobanda e della signora che cede dopo insistenze varie m’eccita odorare la mutanda, la giaculatoria recito fremendo specie se ‘l pittor astratto è anche orrendo con copiose e zampillanti pisciate annaffierei tutte le compagnie associate e non m’offendo perché tu mi chiami pervertito solo perché d’istinto mi schiero sempre pel disordine costituito …. che c’è di più serio e civile d’un selvatico educato, d’un volgare non scurrile, pur fessacchiotto però sconclusionato?

Buona domenica Deb, 😀. Sbaglio o il titolo di questa poesia è un ossimoro?
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uno scivoloso ossimoro 😉 hai ….. sbagliato correttamente 😀 😀 😀
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😀😀
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