nacqui in una forse ancor non fredda giornata d'un novembre ignorando che per accademie avrei vagato, giardini e alhambre, sempre poco applicandomi e con ancor meno profitto, nel fuoco dell'amore ardendo, poi arrendendomi quasi sconfitto se mai potesse tornare utile a qualcun altro inquieto, cui spontaneo viene di stabilir ma dopo va in crisi quando si tratta dello stabilirsi vieto, fornire posso mille idee delusionali e, fra le tante, la più radicale ed esplicativa: siam purtroppo noi nella stanza l'elefante! parrebbe che non c'entri la tappezzeria o le patetiche copie dei capolavori appese ai muri e ben poco gioveranno le sedute dallo psicoanalista, gl'apotropaici e gli scongiuri: come una proboscide efficace la nostra coscienza appare .... ma l'esistenziale taglia è pari a quella d'una pulce nana

Wow.
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ehhhh …. anche a me sembra carina!!! 😉 🙂 🙂
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🤣🤣
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Caro Torfreno, oggi siamo al passaggio più riuscito :
“come una proboscide efficace
la nostra coscienza appare …. ma l’esistenziale taglia è pari a quella d’una pulce nana”.
Qui c’è una specie di collasso dell’io.
La coscienza sembra enorme, invasiva, sofisticata — una “proboscide efficace” che analizza, tocca, rovista ovunque.
Ma l’essere umano reale, nella sua consistenza esistenziale, è minuscolo.
È una feroce critica dell’oggi : pensiamo troppo, analizziamo troppo, ma siamo fragilissimi.
Bravo…10 e lode 🌻
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ah Baglio, se fossi stato tu il mio professore di lettere a suo tempo …. (tanti esami di riparazione risparmiati!!!) 😀 😀 😀 (grazie!)
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