Allorquando Onan a marce forzate forse arriverò all’estate arrancando cerco di parer più fiero che posso: con le restate energie sparute almeno riuscirò a tener dritto il cimiero le ingrate dune di questo deserto d’idee folte donan pause, agi della vita randagia incesti solitari, fatiche con ingrate apnee sete, tanta sete, che berrei anch’acquaragia eppur conservo quella mia tragica gioia e lo sguardo angelico del bandito vergine che di nascosto esprime il seme nella noia e salato nel mar del piacere carezza l’argine
