Anatomia della fragilità Polderico e Luvengardo eran forti come querce, in un villaggio ben sperduto tra le valli di Cermania questa era qualità molto apprezzata e rispettata fortunatamente per il villaggio, tra i due c’era intesa e tutti si rivolgevano a loro per consigli ed arbitrati, la forza dà saggezza e loro non ne facevano mancare c’erano due feste principali ad inizio primavera e a fine autunno e negli ultimi anni l’attrazione maggiore era la gara tra i due, un combattimento con grossi pali che richiedeva forza ed astuzia Polderico era convinto della superiorità del fendente verticale Luvengardo non aveva rivali nel menar colpi in orizzontale Ofelindo, un giovane magrolino e silenzioso, aveva notato che la vittoria si alternava andando ora all’uno ora all’altro. Egli cominciò a vivere appartato e spesso si vedeva in raccoglimento ai piedi d’un palo verticale a cui aveva fissato un altro orizzontale si univa ai compaesani solo nei casi più tristi e in quelli più gioiosi e faceva dei gesti rituali ora sul morto ora sull’infante che vagiva spiegando che qui noi s’era di passaggio e la vera vita stava in cielo. Nel tempo, Polderico, Luvengardo e gli altri presero a consultarlo quando c’erano questioni complicate, di lui aumentò la considerazione e s’inchinavano rispettosi passando davanti ai suoi due pali incrociati Così Ofelindo, il magrolino, prevalse senza mai partecipare ad una gara

👍👍👍👍👍👍👍👍👍
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grazie!!!! 🙂 🙂
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Prego!!! 😀😀
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L’importante è vincere non partecipare. Se vinci anche senza partecipare è ancora meglio
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l’esperienza dell’uva ti ha segnato profondamente …. 😦 😦
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