De salottibus le mie serate passo quasi sempre nella sede del nostro circolo, i soci del qual son tutte persone d'un certo livello: due giardinieri, un agrimensore un tecnologo fumista (spazzacamino), un sarto e un bidello, tredici zitelle professoresse qualche ragioniere, quattro ripetenti e un capoclasse ier sera s’è voluto trattare di confini o meglio dello sconfinato e dell’inconfinabile: insomma s’è capito, o almen così m’è parso, che mentre di sconfinati ce n’è a bizzeffe, di trovarne dei secondi non c’è proprio verso; non solo, lo sconfinato è colui che vien sopraffatto dai suoi talenti, dall’estro, dalla sua libertà interiore; l’inconfinabile invece non riesce a vedere il confine, non coglie le differenze sproposita e imbarazza, non nutre diffidenze equivoca e confonde; (questi sono i cretini, mi son detto) s’è parlato poi d'un paio di neomelodici di cui mi sfugge il nome, che piaccion tanto alle professoresse, sconfinatamente

E tra chiacchiere, una partitina a carte e qualche grappino la serata vola via che è un piacere, 😄.
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