Fuochino poco stormiscono nel tardo pomeriggio gli alberi qui in collina, solo indossano ormai qualche intimo panno, le sfarzose vesti estive giacciono ai loro piedi, stracce e accartocciate quali veneri dal vento freddo confuse e sfiduciate giocano la loro ultima carta denudando struggenti membra scheletriche nella speranza di risvegliar nel sole un sussulto di smania divina che le scaldi gli ombrelloni della spiaggia, i cappellini leggeri, bikini e ciabatte staranno negl'armadi fino a primavera: si va a chiudere un altro miserioso ciclo planetario, meccanismo generatore di notte e giorno, caldo e freddo …. il cui significato, anche quest'anno, nessuno è riuscito a spiegare se non socraticamente, chissà perchè ....
