Il portavoce la voce mia seduce e guardar so in tralice, ho cavalcato di tutto insieme ai miei prodi affrontato mari e deserti come c’addice paura di nulla, digerito ho anche i chiodi. fingo e attingo, plagio e contagio, incarno il deteriore senza agitarmi, dalle frasi fatte che rendon tutto banale sedotto, m’atteggio a padre priore d’un abbietto convento, rimetto colpe e peccati, faccio il bene col male, con avverbi e proverbi la speranza reprimo per far splender grettezza nell’arcobaleno …. gl’inquieti spettri degl’animali abbattuti, macellati e scuoiati, c’inseguono ormai solo curiosi della ragione dell'infinite lor pene, l'eresia della carne e del sangue .... serve qualcuno che spieghi, magari assertivo, l’alto magistero di chi dio s’è inventato, processioni e preghiere, già inculatorie, bontà e retta coscienza ma dell’argento e dell’oro non riesce a far senza

L’ha ripubblicato su antolog.
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