nonostante la certezza che gl'altri non siano intelligentissimi, resta comunque il dubbio d'esser scemo, inizierei da questa contraddizion apparente per scolpire l'elogio al retore che raggiunge la vetta del sublime partendo dalla miseria di ciascun di noi, suoi estimatori .... chi fosse rigidamente votato al rigore si fermerebbe ma il retore no, lui procede per escursioni di liana nel bosco dell'emozione, come tarzan, passando d'albero in albero ci frastorna ed alla fine con un balzo felino c'è di fronte: e allora, capito quanto cari siete!? nel cosmo buio e freddo non si parla di noi: quel vuoto ci contiene: imprese, delitti, baci e balbuzie molte liane servono, molte liane ....

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