nonostante la certezza che gl'altri
non siano intelligentissimi, resta
comunque il dubbio d'esser scemo,
inizierei da questa contraddizion
apparente per scolpire l'elogio
al retore che raggiunge la vetta
del sublime partendo dalla miseria
di ciascun di noi, suoi estimatori ....
chi fosse rigidamente votato al
rigore si fermerebbe ma il retore
no, lui procede per escursioni di
liana nel bosco dell'emozione,
come tarzan, passando d'albero
in albero ci frastorna ed alla fine
con un balzo felino c'è di fronte:
e allora, capito quanto cari siete!?
nel cosmo buio e freddo non si
parla di noi: quel vuoto ci contiene:
imprese, delitti, baci e balbuzie
molte liane servono, molte liane ....
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